venerdì, 30 novembre 2007

potete per piacere smettere di mandare catene? ma quanto sono stupide le catene, da uno a 10? oggi me ne sono arrivate 2.
una era un'emerita cazzata, ne sono convinta; sarà la decima volta che mi arriva, è un'idiozia. chiede di mandare un'email perchè per ogni persona che la riceve andranno ben 32 centesimi a una bambina che si deve operare al cervello. ALLORA:
1. come fanno ad arrivarle sti 32 centesimi? chi glieli manda?
2. ma vi pare che devo sovvenzionare io una persona che si deve operare? e lo stato? e gli ospedali? dovrei favorire la privatizzazione del servizio medico?
3. ma la volete smettere con queste ipocrisie caritatevoli? prima fanno gli egoisti del cazzo in ogni cosa, poi fanno le persone compassionevoli su internet. io non ho carità, punto. e mi scazzate solamente con queste catene.
ma soprattutto, è un piacere cliccare su ELIMINA dopo che hai letto: "se elimini questa mail, non hai cuore". mwahahah.

seconda catena: d'amore. queste sono sicuramente le più banali. dopo tutto uno sproloquio di cazzate inerenti i baci, le carezze e il perchè le donne sono così belle (>.<) ti dice:
manda questa mail a 25 persone (..!!!!), così la persona che ti piace ti dirà che la ami!

MAVAFAMMOCC!
ma può mai essere? ma voi ci credete?ma quando mai! a parte che la gente non mi ama, punto, e di certo una mail non gli farà cambiare idea (-__-").. ma poi che sono ste minacce? se non la mandi avrai sfiga, non avrai un ragazzo.. ma zittiiiiiii, che tanto non serviva la mail per essere sfigati -.-".

vabeh, il messaggio subliminale è: non mi mandare mai catene, o te ne pentirai quando all'inferno io sarò quel diavolo che ti infilzerà la forca nella schiena. ohohoh.
e detto questo, vado a fare il template per il blog di bus. buona sera, catenomani (e non).



scritto da vaka @ 19:18
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mercoledì, 28 novembre 2007

a parte che il mio template sta impazzendo, a parte che non vedo più le categorie, a parte che non mi piace più ma non ne riesco a fare un altro funzionale.. si, qui sulla terra tutto bene, maggiore tom.
come dice? mi sente un pò nervosa?

no no, le assicuro di stare bene. sarà il thè. ah già, non l'ho bevuto, il thè. vabeh, faceva inglese dirlo.
ma lei, lei che mi dice? novità da lassù?

..capisco, la solita universale noia. e che ci vuole fare,è la vita. eh lo so, frase scontata, ma che ci vuole fare, si dicono spesso frasi scontate.

..che ho fatto oggi? oh, è gentile ad interessarsene. immagino che non le interessi davvero, ma è davvero gentile. oggi in effetti non ho fatto molto, nel senso che non ho fatto ciò che avrei dovuto fare. no no, non sono triste, le ripeto, non son queste le cose che mi rattristano, d'altronde. anzi, ho avuto anche una geniale idea per un nuovo blog. ho molte idee nuove, in effetti, però non ho il genio di applicarle.

una fase?mi passerà, dice?
dobbiamo avere pazienza, nient'altro, disse il dr. finckelstein a sally..

sa, una volta, qualche giorno fa, mi è sembrato di vederla tra le stelle..no no, non era il punto nero nel mio occhio, ormai ho imparato a riconoscerlo. no, ho visto proprio lei, mi sa. cioè non lei, la sua navicella. tra le stelle. bianca. era bella. altro che macchine, certe cose non si possono comprare. per tutto il resto c'è l'acqua.
che c'entra l'acqua? no niente, avevo sete.

..maggiore tom, lei conosce la malattia del sonno? no perchè credo di averla. ah, non se ne intende, peccato. perchè ho questo dilemma? ma sa, ho sempre sonno.  .. non rida, maggiore! la cosa è seria! ho difficoltà anche a concentrarmi! vabeh si.. si, ha ragione, non deve essere per forza la malattia del sonno.. magari è stanchezza, ha ragione XD. ma quant'è saggio lei, maggiore!

ah maggiore, perchè qualche volta non mi viene a prendere, e mi porta a fare un giro tra le stelle? sa, io vorrei vedere un buco nero. nessuno ci è mai stato.. vogliamo andarci?su, ci pensi, io voglio andare tra le stelle, maggiore. mi porti con lei, su. no, non è un appuntamento, ci mancherebbe. lo so bene che lei è ancora molto legato a sua moglie, tranquillo. d'altronde, io ormai ho deciso di darmi alla vegetatività, quindi stia tranquillo. voglio solo vedere le stelle, davvero.da vicino.

ora la lascio ai suoi affari, certo. come dice, tra poco va a vedere un film? una supernova che esplode? oh certo, non si possono perdere certi spettacoli. beh, buona visione. cosa? quando verrò lassù lo farà vedere anche a me?oh, grazie ^_^. sempre squisito, lei.

ci sentiamo presto, maggiore.





mercoledì, 21 novembre 2007

ascoltando canzone dell'amore perduto

e finalmente tornò l'ispirazione. le vie di faber sono infinite.

io mi siedo verso la metà del pullman. io voglio stare seduta da sola. tu emerito/a imbecille che mi chiedi se è libero il posto affianco a me, quando ti poi benissimo sedere da un'altra parte, si proprio tu, razza di ebete, devi morire. io non sono una persona a cui piace fare conversazione sul pullman. io devo, dico, devo ascoltare la mia musica, sennò rimango scazzata tutto il giorno. e tu, idiota, non solo mi disturbi chiedendomi con quella tua voce che si insinua nelle mie tempie: "è libero?"; non solo mi costringi ad ascoltarti, non solo mi distrai dalla canzone, ma peggio, tu mi costringi anche a uno sforzo fisico, tu mi costringi anche a prendere la cartella e/o il vocabolario e a mettermeli sulle ginocchia!lo volete capire che io voglio stare seduta da sola? e soprattutto, CHE NON DOVETE FARE CONVERSAZIONE CON ME?

l'altra volta non solo un'idiota si è seduta vicino a me, non solo, ma dato che non la stavo sentendo mi ha anche chiamato toccandomi la spella col dito, e quando ho chiuso gli occhi (EVIDENTEMENTE HO SONNO) lei mi ha passato la mano davanti alla faccia facendomi ombra  esvegliandomi, per dirmi cosa?che lei ha paura della pioggia e il giorno prima aveva piovuto. io non lo so se sta gente ha il diritto di vivere, io non lo so.

vostra schizzata più che mai,
giulia. -.-





venerdì, 09 novembre 2007

Bisogna andare fino in fondo, in fondo a tutto, in fondo a noi, in fondo agli argini del mondo, alla paura che mi fai. Fino in fondo alle tue cosce, ai miei timori alle tue angosce, fino in fondo alla pianura, all'orizzonte della città. In fondo dove non troveremo nemmeno un'ombra per riposarci, in fondo dove sarà fatica, sarà sudore l'esser sincero, in fondo dove tutto è coperto sotto lo stesso mantello nero.
E se domani la mia giacca sarà la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Bisogna andare sempre avanti, anche se noi non siamo in tanti, anzi davvero siam solo in due, le mani mie, le mani tue, devono stare sempre vicine, devono avere gli stessi guanti e non paura là sul confine di fare l'ultimo passo in avanti.
Bisogna andare incontro a tutti quelli che oggi come noi, voglion rischiare d'esser distrutti piuttosto di ritrovarsi poi in una famiglia senza persone, come tra i muri di una prigione.
E se domani la mia giacca sarà la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Bisogna vincere la morte, quella che non si fa vedere, che viene senza far rumore, che non si fa aprir le porte, che non fa mai vestir di nero tutti i parenti all'ospedale, che non ha mai camere ardenti, nè cerimonie, nè funerali.
Quella nascosta nella tua noia, nella mia noia,
nelle parole che ci diciamo senza capire nemmeno quel che vogliamo dire, quella che come un regista esperto ci mette in scena nel suo deserto.

E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.



mi sento passiva. passiva come non lo sono mai stata. indifferente a tutto. morta. disillusa. non sono in gradi di gioire per niente; anzi, a volte gioisco anche, ma passa subito e lascia il posto alla tristezza. mi sento anche incredibilmente stupida a scriverlo quassù, come se servisse a qualcosa. niente serve, mettitelo in testa. quando credi di essere arrivata a qualcosa, è in quel momento che la stai iniziando a perdere. come mi sento nichilista e disfattista in certi momenti. non mi va di fare niente. e a che serve? a niente. tanto si perde. più ti piace in quel momento, più ti farà soffrire. a che serve tutto questo?

Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

sono tutte illusioni. niente esiste, o peggio, niente perdura; non hai il tempo di toccare qualcosa che già è scappato. non esiste il principe azzurro, non esiste la felicità. o almeno, non per tutti. non siamo nati tutti per vivere bene. si vive perchè si vive, stop. e qualcuno dice che è colpa tua, che sei tu che non ti butti, che non vivi. non è colpa tua, no, è colpa del destino. destino inteso non come un dio, non come una volontà, ma inteso come l'ordine casuale degli eventi. la nostra vita è dominata dal caso, siamo suoi schiavi, per quanto se ne possa dire. se una persona ti capita davanti non è merito tuo, ma è stata una coincidenza. e mica nelle coincidenze si può sperare sempre.



scritto da vaka @ 17:20
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martedì, 06 novembre 2007

prima di tutto voglio esprimere il mio schifo per le fiction pezzotte italiane, che tentano di imitare quelle americane ma dimenticano di contare su attori che sanno recitare peggio di un cane ubriaco.

ecco, adesso posso iniziare.

con questo post voglio rievocare gli anni del liceo. lo so, di solito si rievocano quando sono passati, ma farò un'eccezione. voglio fare un excursus attraverso gli anni passati per rendermi conto effettivamente di quanto siano stati di merda, o semplicemente li voglio scrivere perchè scrivere aiuta.o forse no, ma boh.
iniziamo dal 4 ginnasio. ah, il 4 ginnasio..forse l'unico di cui non ho brutti ricordi.non che ne abbia di felici, questo è certo: diciamo che è stato un anno del tutto tranquillo. studiavo, mi piaceva studiare; le prime uscite per caserta la sera; le nuove amiche, la nuova scuola, il LICEO..e poi non ci dimentichiamo che è stato l'anno in cui ho conosciuto i muse, e da lì è scaturita la mia vena rockettara..e buttai la gonna rosa. anno importante, il 4 ginnasio.
5 ginnasio. eh beh, il 5 è stato l'anno in cui ho iniziato ad esaurirmi pesantemente. tutto merito dei nirvana, eh. in 5 ginnasio ho messo definitivamente da parte gonne e rosa, per far posto a uno stile decisamente..brutto. era brutto, ne sono consapevole.ma il 5 è forse l'anno più bello. l'anno in cui sono cambiata, fondamentalmente. un anno ricco di speranze. un anno in cui, salvo gli scleri adolescenziali e le prime crisi isteriche, ero abbastanza felice.
il 1 liceo fu l'inizio della fine. iniziato bene, continuato malissimo, finito perchè doveva finire. l'anno in cui ho acquisito la consapevoleza del mio destino solitario, cosa questa che ormai mi porto dietro come fa una lumaca con la sua conchiglia. ma devo dire che non è stato l'anno peggiore; per quanto possa aver passato dei mesi davvero nella merda più totale, comunque ci sono stati avvenimenti. ho sperato/sognato/voluto bene/odiato/sofferto/ e altri verbi cazzoni che si contraddicono tra loro.ma fondamentalmente è stato un anno vivo, cosa che non si può dire del 2 liceo.
che anno di merdaaaaaaaaaa il 2 liceo! anno del tutto piatto. sterile. vuoto. niente di niente. buttato nel cesso. niente da dire sul 2 liceo, solo che ho visto coppiette fiorire accanto a me e io sempre più isolata. anno di merda, punto.

e adesso? adesso è il 3 liceo, l'anno del "e finalmente mi levo dalle palle sto liceo fetente". sarà bello? sarà brutto? ci saranno colpi di scena?...no, non ce ne saranno. sarà un anno di merda, lo so già. ma vabeh, che ci dobbiamo fare. "gemendo siamo nati al mondo", diceva shakespeare..ci sarà pur un motivo.

e con questo, passo e chiudo.

bæ bæ



scritto da vaka @ 00:29
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domenica, 04 novembre 2007

tante parole si dissero su questo benevento, tanti litigi familiari ne nacquero, e al fin si giunse a un compromesso. e al fin benevento è già passata! certo che il tempo vola XD
comunque comunque, giornata degna di post, questo è certo. a iniziare dalla partenza, e da dispersa.

chi è dispersa?
dispersa è una clava. una clava qualunque, a prima vista. e invece no, non è una clava qualunque. lei ha avuto assegnato dalla sorte un bizzarro destino. il suo proprietario (di cui non dirò il nome :P) la fece cadere. per sbaglio, si intende. non ebbe il potere di salvarla, perchè una porta di ferro e vetro lo separò da lei. il ciuf ciuf del treno sembrava annunciarne il definitivo distacco. era una buona clava, si, lui si ripeteva, ma continuava a dire che comunque la clava non gli serviva, no, alla fine non era così grave. sopraggiunse la consapevolezza di aver perso 18 euri, e la frenetica ricerca di un amico che potesse recuperare la gialla clava. niente, nessuno rispondeva. vabene, che ci dobbiamo fare, distraiamoci con una playlist mentre alessandro e bimbo prodigio iniziano a scorpirsi compagni di passing (*__*).
giungemmo alle 5 e un quarto nella bella malevento. prendiamo il pullman, intavioliamo una discussione sulle generazoni passate con un vecchietto nostalgico, arriviamo in questa piazza dove ci sono solo bancarielli con cassette pezzotte e quadri quadrati. si inizia a giocare, e pian piano la piazza si popola di persone con attrezzi giocolosi. che bel quadretto *_*.
e si inizia il passing! con le dita gelate si tentano i 7 cerchi. pazzi. poi si ritorna ai 5. e si sbagliano quando arriva il caro fabio a fare il secciatore =.= (INAUDITO). poi si provano i 6. poi.. eh? le piroette? ma stat' pazziann'? io + piroetta = ospedale. naaa, la proviamo al monumento mi sa =).
ora della cena. la cena sociale viene snobbata per il tris, ovviamente. e poi per disegnare il pesciolino. che carino il pesciolino^^. e chi telefona? il caro roberto, che ci annuncia l'avvenuto ritrovamento di dispersa. DISPERSA! eccola che torna! cara, dolce dispersa! tu si che sei una clava fortunata!
ma giulia era affamata (mica lei aveva mangiato il kebab, prima, eh). e allora andiamo a mangiarci una pizza, io e il mio fido compagno di passing, e sparliamo della gioventù beneventana, e delle bimbette con le minigonne (e noi che facevamo la campana ._.). si torna, in effetti si dovrebbe giocare. e un pò in effetti si gioca, fino a quando non arriva il bel truzzo beneventano, anche detto "il grande paccatore". evabeh, che c'è di meglio per distrarsi se non un gelato stile nanoyo?
...
il gelato era yogurt. non era vaniglia, era yogurt. e a qualcuno non piace lo yogurt, no. e allora mangiamo solo la cioccolata, no? peccato che si fosse solidificata. vabeh, non finirai mai di ringraziarmi per non esserti preso la coppa maxi enorme =)
ecco, siamo tornati all'accampamento profughi. profughi per davvero, perchè adesso non ci va più di gioacre e ci buttiamo a terra. brr, che freddo.. ma bene o male riusciamo anche a riscaldarci. un grazie speciale al maglione rosso (belloooooooo*.*) e alla felpa di lana mia. e un grazie speciale a noi che ci riscaldiamo a videnda ^^.
quanto siamo stati così, due ore?si, credo di si. all'1 e mezza (forse) mi chiama il caro padre, annunciandomi il suo arrivo nella cara benevento. vabeh, dobbiamo andare, cari amici. vi lasciamo alla notte di benevento, alle urla dei beneventani convinti (chi non salta cavese èèèè, èèèè / la nostra mozzarellaaaa è più buona della vostraaaaa), e ai vostri attrezzi. noi entriamo in macchina e lì si entra in coma da einaudi. e io ho anche trovato il mio cuscino (comodoooooo^^)

wa, già siamo arrivati a casa?essì. buona notte è l'unica cosa che mi viene da dire, sono stanca. mi metto nel letto e affondo nelle coperte.
e ripenso che è stata proprio una bella serata, sisi. un grazie fondamentalmente a tutti, ma soprattutto a colui che ha condiviso con la sottoscritta tutte queste esperienze. spero che quest'opera d'arte che ho appena scritto sia di tuo gradimento^^

a domani =*
bæ   bæ



scritto da vaka @ 22:27
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giovedì, 01 novembre 2007

secondo capitolo dell'intrigante saga di matrice giuliesca, ambientata stavolta proprio all'interno del pullman.

mentre ero assorta nelle mie canzoni, e precisamente stavo ascoltando i sigur ròs, una voce mascolina dell'ominide seduto dietro di me mi disturba. cosa stava facendo? litigava con la ragazza, una tale federica (che nel passo citerò come federì). potevo mai farmi i cazzi miei e pensare ai sigur ròs? ma certo che no! e con molta discrezione ho cacciato il mio quadernino/diario e ho scritto tutto quello che poteva partorire quella sua rustica bocca. mai nella mia vita ho udito conversazione tra amanti più dolce e fine.
tutto è iniziato con un: "federì, nun m' sfastirià". cazzo, ho pensato, la situazione deve essere interessante.
"s'ir femmin' te ne 'iv". ah quanto mi piace quando di mettono in mezzo le differenze di sesso. sintomi di mentalità assai progredite.
"nun m' romper o cazz'. vafancul'." ora io dico: è vero che la ragazza ha fatto il suo errore (che evincerete più in là), però un minimo di dignità la dovrebbe far reagire a queste parole. e invece no, lei lo ritelefona. alchè il baldo giovane fa un passo indietro e arriva ad un compromesso:
"se vuoi una possibilità vieni stasera alla festa e ne parliamo." uau ragazza, non pedere l'occasione di riappacificarti con costui!

ma cosa avrà fatto questa federica di tanto grave? ce lo dice il nostro amico, un tale marco; voi cercate di leggere tra le righe.
"dimmi la verità, che hai fatto?... strunzat. | io di te non mi fido più | edda finì e fà a scem' [ahhhh, sento odore di corna] | dillo un'altra volta, e ti chiudo il telefono in faccia. [vai con le buone maniereeee] | tu non me lo volevi dire [SGUALDRINA!] | federì se non vieni oggi con te ho chiuso [wewe, anche l'ultimatum] |ma c' stai pazziann acopp'? allora non venire nemmeno. NON SIAMO PIU' NIENTE."

mamma mia, che conversazione emozionante.. a livello di biutiful, proprio *_*
questo climax ascendente.. da che le aveva dato una possibilità, al dissidio interiore, alla rinuncia in nome di un amore ormai perduto (non siamo più niente)..e tutto questo con "Resta" di gianluca capozzi come colonna sonora! nemmeno in un film di livello avrebbero saputo coniugare una tale soundtrack con una tale vicenda.

ma la cosa che al momento mi sta tenendo sulle spine è:
federica sarà andata alla festa? i due torneranno insieme? oppure ho assistito in diretta alla fine di codesta storia d'amore? lunedi cercherò di sondare meglio e porgerò l'orecchio al suono della melodiosa voce di marco, non c'è altro da fare.
vi farò sapere.

bæ    bæ
giulia, inviata speciale dal pullman di marcianais.



scritto da vaka @ 00:48
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Blog Verscion #abbiamopersoilconto

egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso

SignorinaFantasia

Utente: vaka
Nome: Giulia
lei è quella che passa alquanto inosservata, forse anche un pò per colpa sua, per il fatto che all'inizio non è in grado di esternare sentimenti adatti.è quella che cambia opinione, troppo spesso, troppe volte, inesorabilmente, e ogni volta è convinta di averci azzeccato. è semplicemente lunatica. fa sempre la riflessiva, ma non per qualcosa, perchè è fatta così, riflette troppo. e chi riflette troppo finisce per fare una brutta fine. ma non lo fa apposta, eh. alterna momenti di cupa depressione a momenti di esaltata ilarità. l'ho detto, è lunatica, e anche psicologicamente instabile. gesti troppo affettuosi la confondono, in generale non è in grado ancora di comprendere a fondo gli atteggiamenti umani. eppure ha in sè un qualcosa di quel vecchio sano romanticismo di un tempo, un romanticismo wertheriano. lei si conosce bene, le sa tutte queste cose, e le piacciono, perchè la rendono in fin dei conti assolutamente unica. perciò adora il suo ego. è ordinata, puntuale, ma mai dirle cosa fare, perchè se anche lo voleva fare, poi cambia idea. l'ho detto, cambia spesso idea. è dannatamente logorroica, narcolettica, cede al sonno e non sa rinunciare al cibo.beve tanta acqua, ma nient'altro perchè le dà il vomito, e non fuma perchè rischierebbe di sentire di nuovo un treno. inizia tante cose, e poi le finisce, eh, però ci impiega tempo. quando non riesce a fare qualcosa, là va fuori di testa, e lascia perdere quella cosa.poi la riprende, e riesce a farla. è fatta così, è del tutto complicata. non è triste, è solo complicata (dr.house, ndr).e ora sta andando a dormire.


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